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Il Blog della scuola
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Spettacolo teatrale
i nostri alunni - venerdì 20 gennaio 2012 , ore 18.35
IL CAVALIERE NEL SACCO Vedendo questo spettacolo ho cercato di capire come Padre Marco Finco ha rappresentato la vita di S. Francesco d’Assisi. Ha iniziato entrando con una candela che rappresentava la luce, cioè lui stesso, un uomo scelto da Dio per far del bene e portare la luce. Il suo sogno era diventare cavaliere, così un giorno pregò Dio che gli venisse dato un cavallo vero, per partecipare alla guerra. Purtroppo fu mandato in prigione, ma lì trovò un vangelo; da quel giorno capì che Gesù era la sua vita! Quando lo liberarono lui si tolse i vestiti da cavaliere e si mise un saio per liberarsi dalla vecchia vita ed entrare in quella nuova. Un giorno andò nel bosco e trovò un lupo e gli disse che lui era come un agnello di Dio, ma esso si arrabbiò. Alla fine però lo seguì e gli disse che non avrebbe più mangiato gli animali a patto che gli stessero lontano, voleva vedere solo bambini, perché gli ricordavano Francesco. Dopo essere andato dal lupo costruì un presepe e infine abbracciò Gesù. Padre Marco, intelligente e ingegnoso, nelle scene usava pochi oggetti che potevano rappresentare tante cose: il cestino, usato come porta-attrezzatura da cavaliere, era anche una prigione; una cassa di legno, che conteneva alcuni travestimenti, diventava anche una panchina. Insomma, poche cose per rappresentarne tante! Alla fine abbiamo capito che S. Francesco è diventato un cavaliere speciale: al posto dell’armatura aveva un sacco. Ha anche “messo nel sacco la paura”: all’inizio aveva paura di partire per la guerra, ma scoprendo che c’è Dio che lo protegge, non l’ebbe più. L’attore-regista Marco Finco ha espresso una qualità particolare nel recitare: la sicurezza e la convinzione! Mi sono divertita e sbalordita da quanto cuore ci metteva nel recitare!
Due alunne di classe V
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I bambini meritano la verità non un surrogato fantasy - come scegliere un libro e farlo apprezzare
Bianca - mercoledì 28 dicembre 2011 , ore 15.24
Conosco molte meravigliose teorie sul fatto che la lettura deve essere un piacere, e come ogni piacere deve essere libero e scelto. Le conosco ma mi guardo bene dall’applicarle. Io personalmente con i miei figli adotto piuttosto subdole forme di persuasione occulta, e posso anche arrivare a vigliacche minacce terroristiche («Se non provi a leggere due capitoli, alla xbox stanotte potrebbe anche capitare un incidente, per dire...»), convinta come sono che il piacere della lettura non è immediato come quello che viene dai videogiochi, ma alla fine attraente lo stesso o di più anche per un ragazzino. Sarò quindi bocciata dal pedagogista moderno, ma almeno in un modo o nell’altro sto coltivando in casa giovani famelici lettori.
Leggi l'intero articolo di Costanza Miriano
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Che coro! Concerto di Natale 2011
Paola - giovedì 22 dicembre 2011 , ore 12.04
Ah la musica per me è sempre (più) un mistero! Ma quanto è bello cantare insieme?! Sì il concerto di ieri nel Duomo della nostra città, Tempio di Gloria Porta del Cielo, è stato proprio bello. Che quasi quasi ci stava un altro bis..o no? Ero uno dei tanti genitori che hanno cantato insieme a tutti gli alunni dalla prima all quinta. Abbiamo fatto tante prove, abbiamo tessuto insieme alla proverbialmente quasi afona maestra Laura un ricamo che dai alla fine guardato da davanti non era niente male. Soprattutto i bambini! Hanno recitato brani impegnativi con una notevole consapevolezza; hanno cantato proprio bene, di gusto, hanno suonato le più diverse percussioni guidati dal maestro Mario (fantastico!fantastici! E che buffa una bimba vicino alle due con i piatti che con ritmo perfetto si tappava le orecchie appena in tempo prima del colpo, per lei abbastanza molesto..!) e hanno fatto mediamente confusione. Sarà che sto invecchiando ma a pensare, cantando, alla Madonna e al Suo Bambino, ecco vedi, anche adesso, mi viene da piangere.. Mia figlia Martina, che si arrabbia se ci sono troppi giorni di vacanza.., per dire quanto ama questa scuola, quanto ama sé stessa andando in questa scuola, è molto preoccupata e anche un po' arrabbiata con Gesù per il Suo progetto di portarci tutti in Paradiso; non vuole proprio. Vuol stare sempre sempre sulla terra; allora siccome non la riesco proprio a convincere, ho iniziato a dirle che Gesù ci lascerà con tutto ciò che amiamo, con tutti quelli che amiamo in un modo ancora più bello e che un po' questo modo più bello ogni tanto lo proviamo anche qui, adesso e che sì in Paradiso potrà dare il latte con il biberon ai cuccioli di leone perchè là non morsicheranno più. Ecco non dico che ieri sera fosse il Paradiso però la musica..quella allude sfacciatamente alla Bellezza! Grazie a tutti e Buon Natale di cuore
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L'incontro con Padre Paolino
i nostri alunni - giovedì 8 dicembre 2011 , ore 10.39
Giovedì 24 Novembre è venuto a scuola, dal Paraguay, Padre Paolino. Lui ha aiutato a costruire un castello dove ci sono un ospedale e una scuola e una clinica dove aiutano gli ammalati e le persone povere. Per me ha un cuore non buono ma buonissimo, perché ha avuto l'idea di aiutare tutti e renderli felici.Anche i poveri devono essere curati ed essere felici. La direttrice a luglio è andata a trovarlo ma il giorno prima che partisse un bambino è scappato. Allora la direttrice quando è venuto a trovarci gli ha chiesto se quel bambino fosse tornato e lui le ha risposto di sì..."perché ha capito che in quel posto stava bene ".E' stato bellissimo incontrare Padre Paolino.
Caro Padre Paolino, le maestre ci hanno raccontato quello che hai fatto in Paraguay e ci è piaciuto molto. Ti mandiamo questa lettera perché ti vogliamo ringraziare per quello che stai facendo, per tutti gli ammalati che stai sostenendo e perché ai bambini stai facendo imparare a leggere, scrivere e ad amare Gesù. Tu hai capito che non bisogna avere paura della morte, crediamo che ti abbia aiutato San Francesco che infatti la chia "Sorella morte". Ti promettiamo che quando sarai in Paraguay pregheremo per te. Coraggio mettici tutto il tuo amore!!!
Gli alunni di cl 4'
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Descrivi una giornata di pioggia
i nostri alunni - mercoledì 23 novembre 2011 , ore 17.48
Un giorno sono seduta sul mio letto e guardo dalla finestra annoiata, perché piove e non posso andare a giocare. Dopo un po' avverto uno scroscio violento che colpisce le persiane facendole sbattere molto forte,ottenendo un rumore simile a un tuono. Ad un certo punto il brontolio cupo del temporale si fa sentire, sempre più minaccioso. Mi spavento e mi metto sotto le coperte, poi a un certo punto esco perché sento il solito ticchettio regolare della pioggia; poi sparisce e si fa avanti ancora il suo picchiettio. Rimango stupita da quel rumore lieve. E mi sento felice più di prima.
Dalla finestra guardo il cielo, mi perdo nel suo splendore chiaro, poi ad un tratto un brontolio cupo interrompe il mio sguardo, come una voce arrabbiata che chiama. In seguito comincio a sentire ticchettii regolari, ma non capisco, poi vedo scrosci d'acqua cadere come lacrime versate, sento gemiti continui e gente con l'ombrello che corre verso casa. Uno spettacolo bellissimo, ma allo stesso tempo inquietante:sono rimasto meravigliato.
Gli alunni di cl.3^
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