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23.11

2017

Anche i genitori crescono!

PIETRO SARUBBI E COSTANZA MIRIANO: SPUNTI DI RIFLESSIONE

Incontro con Costanza Miriano alle scuole Merici

L’educazione più efficace nasce dalla testimonianza. Con questa convinzione, ancora una volta la nostra Scuola ha offerto l’occasione ai genitori di ritrovarsi e progredire, attraverso le parole e la vita di persone speciali, nel segno del percorso “Apriamo mente, cuore e mani”.

Dedicata ai papà, quindi, l’intensa testimonianza di Pietro Sarubbi, attore e padre giunto alla conversione dopo la sua interpretazione più celebre (il Barabba nel film “The Passion”), che ha messo in luce le sfaccettature della paternità nello spettacolo “Giuseppe il misericordioso”, raccontando la figura di S. Giuseppe nella sua risposta di vita al disegno divino e nei suoi aspetti gioiosi e drammatici.
Per le mamme, invece, una riflessione sulle contraddizioni che nascono dalla molteplicità di ruoli che ci si trova ad affrontare nel nostro tempo.  Da qui l’invito a Costanza Miriano, giornalista RAI, autrice di libri, blogger, moglie e mamma di 4 figli, determinata a fare chiarezza nella propria vita “multitasking” senza dimenticare la sua femminilità e tantomeno la sua fede: 2 fattori nient’affatto in contrasto tra loro, anzi, in grado di renderci non solo più forti, ma anche più affascinanti. Questo il punto di partenza dei suoi libri dai titoli provocatori, veri casi editoriali che le hanno valso l’appellativo di “scrittrice cattolica più pericolosa del mondo”, da lei vissuto con nonchalance, e con la capacità di comunicare in modo ironico ed espressivo un’infinità di episodi che l’hanno aiutata a crescere.

Giuseppe  il Misericordioso con Sarubbi
Costanza Miriano

MOGLIE, MADRE, LAVORO: TUTTO OK?
MOGLIE
- Il nostro è un tempo esigente, che pretende il massimo dalle donne facendo perdere spesso l’equilibrio e le priorità giuste. Ma si è innanzitutto mogli, e a questo occorre dedicare un impegno continuo, fatto di tempo, ascolto e attenzione. Riservarsi spazi di coppia precisi e possibilmente costanti, presentarsi all’altro nel proprio aspetto migliore è la base. Ma è necessario anche rinunciare alla tentazione femminile del controllo globale, di voler puntualizzare tutto e sfogarsi a tutti i costi, con la consapevolezza che gli uomini agiscono e comunicano diversamente, puntano alle soluzioni concrete e sono a loro volta tentati, ma dalla ricerca di spazi per se stessi.
Bisogna accettare la sfida della diversità e le inevitabili delusioni, per poter amare nella libertà, imparare a scusarci e non offenderci, partendo dal “pregiudizio positivo” che l’altro è comunque un bene per noi. E che siamo fatti per un Amore più grande, per riceverlo da Dio tenendo le mani aperte, non continuando a pretendere.
MADRE - Dal momento in cui si presenta, la maternità gratifica più della vita di coppia, è una grande gioia e soddisfazione vedere che per i nostri figli siamo tutto. Poi negli anni, la figura del papà assume per loro più importanza. Ed è giusto non opporsi, confermare l’autorevolezza del padre in ogni caso. Bisogna fidarsi di lui, così da responsabilizzarlo, e affidargli anche le proprie ansie per i figli, che si tratti di un ritorno a casa tardivo, dell’eccesso di tempo dedicato a Internet, o di questioni più serie.
Per essere buoni genitori, si può solo fare del nostro meglio, consapevoli che non tutto dipende da noi, e a volte si agirà senza successo. C’è una fase in cui un figlio deve mettere in discussione tutto, vuole fare le cose per scelta propria, e può sbagliare. Ma sbagliano anche i genitori, e occorre saperlo ammettere, saper chiedere scusa ai propri figli. Perché loro capiscono se siamo veri o recitiamo una parte. Il segreto dell’educazione è prima di tutto lavorare su se stessi e sulla propria conversione, è questo che rende credibili.
LAVORO - Nessuna donna si esaurisce in un ruolo solo, di madre, o moglie o lavoratrice. Ma essere madri fa cambiare le priorità anche nei confronti di una carriera iniziata con grandi aspettative. Infatti, un precoce ritorno al lavoro dopo la maternità, per necessità economica, può far soffrire molto anche le madri. Il mondo del lavoro va attrezzandosi per aiutarle a svolgere un doppio ruolo, ma solo per permettere di riprendere a lavorare prima, senza considerare che anche ciascuna di loro ha bisogno del proprio bambino, e non c’è “quality time” che tenga. Così non resta che ingegnarsi per trovare il tempo e l’equilibrio, che è diverso per ogni donna. La maggioranza vorrebbe più flessibilità, conciliazione, possibilità di lavorare da casa, ma spesso non si ha il coraggio di chiederlo. A un mondo del lavoro che non contempla le esigenze delle madri, si dovrebbe ribadire che il tempo dedicato ai figli non è affatto sprecato, è un dovere sociale e un diritto dei figli. E che mettere la famiglia al centro farebbe il bene di tutta la società.
Ciò non significa dover gettare la spugna, abbandonare per senso di colpa il lavoro con cui si può dare un contributo fattivo, soprattutto nei casi in cui l’apporto femminile è un valore aggiunto. Ma essere pronte a contrattare un equilibrio con la propria vita quotidiana, con la vivibilità di orari ed impegni, imparando a chiedere, e anche dire a volte di no. Non si tratta di rivendicazioni legali, o di quote rosa, ma di affermare la propria dignità, che non sta nell’essere forti, autonome, e bastare a se stesse secondo i dettami del mondo. La grandezza di una donna è altro, sta nel custodire le relazioni, la vita. Anche colei che sembra avere priorità diverse, col tempo cambia.
In sostanza, non si tratta di un cammino facile, ma possibile: è oggettivo non riuscire a fare tutto e ad essere perfette, quindi è necessario porre delle priorità, anche per non incorrere nell’ansia da prestazione. In primis fidarsi: dello sguardo del proprio marito, ma anche e soprattutto di Dio, che non agisce a caso, ma ci dà sempre quello che ci serve. Cercare spazi di vita spirituale, “recintare uno spazio per Dio” e per chiedergli ogni giorno quale sia la Sua volontà, dà senso a tutto il resto.

Per approfondire Costanza Miriano
“Sposati e sii sottomessa” - Ed. Sonzogno
“Sposala e muori per lei” - Ed. Sonzogno
“Obbedire è meglio” - Ed. Sonzogno
“Quando eravamo femmine” - Ed. Sonzogno

 

Letizia Oneta