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Appello FOE - FIDAE in vista delle elezioni politiche 2018

16 Febbraio 2018

Riportiamo di seguito l'appello alle forze politiche ed ai candidati al Parlamento delle prossime elezioni politiche del 4 marzo del presidente nazionale del Cdo Opere Educative Marco Masi e di Virginia Kaladich, presidente nazionale F.I.D.A.E.:

Alle forze politiche ed ai candidati al Parlamento
"Il prossimo 4 marzo gli Italiani sono chiamati ad esprimere, attraverso le elezioni politiche, le proprie valutazioni sulle proposte e sui programmi delle forze politiche e dei loro candidati. La CdO Opere Educative e la FIDAE (Federazione Italiana Di Attività Educative), che associano istituti ed enti gestori di scuole paritarie, desiderano richiamare con forza l’attenzione delle forze politiche sull’ingiusta disparità che ancora colpisce le scuole non statali che in Italia accolgono più di 900.000 alunni (l’11% della popolazione scolastica complessiva).
La scuola e la formazione sono strategiche per lo sviluppo del paese. Indagini internazionali documentano come la scuola sia più efficiente e produca risultati formativi migliori dove esistono un più alto tasso di autonomia e una pluralità di istituzioni formative. Il sistema nazionale di istruzione voluto dalla legge 62/2000 (“legge della parità”) è composto da scuole statali e paritarie. La realtà però dimostra che, nonostante alcuni segnali positivi dell’ultimo periodo, la parità effettiva è ancora lontana a causa della grave discriminazione economica, e non solo, riservata alle scuole paritarie e alle famiglie che le frequentano. Di conseguenza le famiglie non sono effettivamente libere di scegliere la scuola per i propri figli, men che meno quelle con figli disabili; le scuole non sono libere di sviluppare adeguatamente i propri progetti educativi; gli insegnanti non sono liberi di scegliere dove spendere la propria professionalità.
Tutto ciò di fatto impedisce l’applicazione del dettato costituzionale, che vuole le famiglie responsabili dell’educazione dei propri figli e libere di scegliere la formazione che ritengono più idonea, e toglie dignità alle istituzioni scolastiche che prestano un servizio formativo qualificato in risposta ai bisogni del territorio, ai principi dell’ordinamento scolastico ed alle intuizioni educative dei loro fondatori.
Richiamiamo pertanto l’attenzione delle forze politiche per l’attuazione nella prossima legislatura di alcune misure, che riteniamo particolarmente urgenti, per cercare di arrivare alla effettiva parità scolastica, avviata, per l’aspetto giuridico, quasi 20 anni con la legge 62/2000:
• quota capitaria: individuazione del costo standard di ogni alunno, per una revisione complessiva delle modalità di finanziamento di tutto il sistema nazionale di istruzione che permetta di assegnare le risorse economiche direttamente alle scuole (statali e paritarie) in base al numero degli alunni frequentanti;
• detraibilità dalle imposte di tutte le spese scolastiche sostenute dalle famiglie, per fare in modo che nessuno debba pagare due volte il servizio scolastico (con la retta e con le imposte);
• misure adeguate per salvaguardare il diritto allo studio, attraverso provvedimenti, quali il “buono scuola”, che garantiscano anche ai meno abbienti la libertà di scelta della scuola;
• adeguati contributi alle scuole paritarie per coprire i costi del personale docente di sostegno degli alunni disabili, per garantire il diritto di libera scelta delle famiglie con alunni disabili;
• parità di accesso (per scuole statali e paritarie) alle iniziative di sistema: incentivi alla formazione dei docenti, partecipazione ai progetti del MIUR, misure per l’innovazione tecnologica, risorse per l’edilizia scolastica;
• avvio immediato dei percorsi di formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria, per permettere ai giovani laureati di conseguire la “specializzazione all’insegnamento secondario”, riconoscendo in modo adeguato la presenza di docenti interessati ad insegnare nella scuola paritaria.
Garantire una reale parità tra scuola statale e scuola paritaria ed una effettiva libertà di scelta alle famiglie, è condizione necessaria per avvicinare l’Italia al resto dell’Europa e per migliorare tutto il sistema scolastico pubblico italiano, al fine di assicurare ai nostri giovani una formazione adeguata alle sfide ed ai continui cambiamenti che il mondo di oggi propone".