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20.05

2020

L'entusiasmo dei bambini è la nostra forza

LA MAESTRA LAURA: ACCENDO  IL COMPUTER E SONO GIÀ LÌ IN ATTESA!

La maestra Laura Vitale con i suoi bambini

La maestra Laura ha sempre un sorriso per i suoi bambini. La sua è una didattica in movimento, sempre appassionata, con molti aspetti pratici. La didattica a distanza le ha sicuramente reso il lavoro più difficile, come a tutte le colleghe e colleghi. “Non posso negare - dice con sincerità  che non è questa la scuola che fa per me. E soprattutto non fa per i bambini, che desiderano solo essere guardati, ascoltati, abbracciati. Ma è la scuola che ci è data ora. Le giornate passate davanti al PC a sperimentare piattaforme, app, programmi, webinar per una rapida formazione tecnologica sono il “qui e ora” che mi è dato”.
Dopo i primi giorni di smarrimento la maestra Laura ha immediatamente cercato di fare sue conoscenze tecnologiche e digitali che fino a quel momento non erano proprio il suo mondo.
Come è riuscita a superare le difficoltà iniziali della didattica a distanza?

Mi ci sono buttata con incredulità iniziale e poi via via sempre più convinta e appassionata, perché mi sono resa conto che quello era l’unico modo possibile in quello e questo momento storico di emergenza per prendermi cura dei miei bimbi e accompagnarli al meglio delle mie possibilità.  Anche se presa dalla frenesia di nuove scoperte mirabolanti, non ultima una JamBoard su cui fare scuola come sulla mia adorata lavagna a gessi, mi accorgo ogni mattina, quando compaiono le loro facce nei rettangolini del monitor, che l’unica cosa che conta è il loro “Ah, ecco la maestra!”. E il loro sorriso, le loro domande, l’impegno nel rispondere bene, la voglia di essere chiamati “Io maestra, io io! Li chiamo nell’immancabile appello e e rispondono prontamente attivando il microfono, li invito a guardare fuori dalla finestra per ringraziare della bellissima giornata che ancora una volta ci è data, e poi si parte. La scuola va avanti!
Anche i bambini si sono resi conto che la scuola va avanti e riescono a trovare entusiasmo in questa forma nuova di didattica.
Sono sempre disciplinati e attenti, microfoni spenti, alzata di mano per chiedere la parola, un’occhiatina alla mamma nei paraggi per una conferma, magari qualche chat sottobanco…   Ma i loro occhi si illuminano quando possono raccontare cosa fanno a casa, l’ultima ricetta provata, il percorso inventato con il papà intorno ai divani del salotto, un libro letto, un bel film, un disegno… Bambini fortunati, lo lo dicono anche loro, che hanno un papà e una mamma vicini, finalmente a vostra disposizione, per tutto il tempo che vogliono e anche di più. Mai come ora grazie per la vostra famiglia! E grazie per le maestre che ci sono ogni mattina ad assicurarvi che la vita, come la scuola, va avanti.
Siete un gruppo di insegnanti molto affiatato, che è riuscito a superare le prime settimane di smarrimento totale dei bambini, delle famiglie ed un po’ di tutti quanti.
A volte al mattino, prima di mettere i piedi giù dal letto, sono presa da un senso improvviso di vuoto. Subito alzo gli occhi e mi affido all’abbraccio di Chi sa bene dove sta andando la nostra vita e sa come farne qualcosa di veramente buono per noi. È questo che ci diciamo noi insegnanti quando quasi quotidianamente ci colleghiamo online per aggiornarci, organizzarci, confortarci. ll nostro sforzo non è un dovere imposto, ma il nostro modo di affermare, in mezzo a tante incertezze, la bellezza della nostra vita e il suo significato profondo che ora paradossalmente è più evidente. È questo che, attraverso e al di là di ogni più sofisticata forma di didattica a distanza, vogliamo comunicare, ai nostri alunni.
Gli alunni sono un po’ la vostra forza?
Assolutamente sì. Il loro entusiasmo mi spinge a  preparare le lezioni la mattina presto, mentre parte la chat con i buongiorno, questo mi fa accendere trepidante il computer mezz’ora prima, perché loro sono già lì ad aspettare, questo che mi fa sorridere e commuovere mentre correggo i compiti.
Cosa vuole dire ai “suoi” bambini?
Siamo certi di un Bene che già sperimentiamo, anche dentro prove mai immaginate. Voglio dire loro che mi accorgo di come stanno diventando più grandi, più forti, più buoni. Voglio abbracciarli, non importa da quale distanza.