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12.03

2018

Scacchi, ovvero l’arte di ragionare

IL LABORATORIO DEL MAESTRO ARISTIDE TRA GIOCO, ARTE E SCIENZA

Alle scuole Merici si gioca a scacchi

Lo vedi lì, seduto in mezzo ai bambini, intento ad ascoltarli, osservarli, dare loro consigli con una semplicità e bontà tale che gli stessi bambini non perdono una parola delle sue frasi, sono sempre attentissimi ed hanno iniziato ad appassionarsi agli scacchi… Aristide si sente un po’ Hagrid - così si definisce lui stesso - tra i suoi ragazzi. Ed effettivamente questo maestro di scacchi conosciuto a Desenzano e non solo, ha molto di Rubeus Hagrid della saga di Harry Potter, il perfetto esempio di (mezzo)gigante buono, dall’anima gentile e sensibile che  farebbe di tutto per chi ama.
Aristide Zorzi, presidente di Asd Scuola di Scacchi Torre & Cavallo, insegna con passione, coinvolgimento, oltre che naturalmente con la giusta dose di preparazione. Ha portato gli scacchi nel camp estivo delle scuole Merici e successivamente ha creato un vero e proprio laboratorio degli scacchi per le classi quarta e quinta. E se qualcuno chiede ad un bambino cosa pensa di Aristide e degli scacchi la risposta è scontata: “Aristide è bravissimo”, e gli scacchi sembravano difficili ma tutti hanno cambiato idea al punto che ora durante le ricreazioni invernali trascorse in classe in tanti giocano a scacchi!
“Potersi avvicinare agli scacchi - ci racconta - a questa età è un’opportunità che va colta, perchè questo gioco è fortemente stimolante, aiuta a migliorare la concentrazione, le capacità logiche e, non dimentichiamo, favorisce la socializzazione. I bambini sono stimolati a prendere decisioni autonome assumendosene la responsabilità. Ogni mossa è una decisione fondamentale nell’economia della partita e questo lo imparano subito i miei bambini”.
Lei ha portato gli scacchi nella nostra scuola ed in molte altre scuole. Che cosa l’ha colpita particolarmente in questi suoi anni di attività?
I bambini mi colpiscono sempre perchè sono spontanei, sinceri, non hanno peli sulla lingua. Basta leggere quello che mi hanno scritto e si capisce tutto (vedi immagini). C’è chi mi ha scritto che l’ho reso più intelligente, ma si tratta solo di stimolare tutto ciò che loro hanno già naturalmente dentro. Vorrei poi sottolineare che oltre all’aspetto sociale gli scacchi aprono la mente e consolidano il carattere, consentono di prevedere un risultato in un tempo definito e insegnano a riconoscere la sconfitta. Sono concetti importantissimi per un bambino, un ragazzino. In poco tempo, nel gioco, mette in moto cervello, concentrazione e deve trovare una via d’uscita, una soluzione.
Scacchi: secondo lei un’arte, una scienza o uno sport?
Scacchi sono tutte e tre. Un gioco di strategia come questo si trasforma in scienza ed arte ed abbraccia molte discipline scolastiche, vedi la matematica e la geometria. E l’allenamento per uno sport del genere è la matematica. Quando inizio con i bimbi facciamo un po’ di allenamento… le prime volte mi guardano di traverso perchè inizio a chiedere somme, sottrazioni e moltiplicazioni, poi si abituano. Spiego loro che i calciatori devono scaldare i muscoli, per gli scacchi il muscolo da scaldare è il cervello! L’allenamento continuo e costante, fatto anche in maniera ludica, rafforza le capacità di calcolo astratto.

ARISTIDE ZORZI MAESTRO DI SCACCHI ALLA SCUOLA MERICI DI DESENZANO
Scacchi alle scuole elementari Merici
scacchi scuola merici
scacchi scuola merici

Quanto impegno per una partita di scacchi?
Come in ogni sport l’impegno è il primo elemento importante. Oggi purtroppo c’è un po’ la tendenza a voler cancellare la parola “sforzo” dalle nostre vite, cercando sempre le scorciatoie per raggiungere l’obiettivo. Negli scacchi, così come negli altri sport, ma anche negli impegni quotidiani come la scuola, l’allenamento non può prescindere dall’impegno se si vuole arrivare al traguardo. Ecco, io insegno questo ai bambini. Si gioca a scacchi impegnandosi, sempre.
Gli scacchi sono da sempre un gioco con regole in cui sembra difficile districarsi….
Un bambino è in grado di imparare perfettamente tutte le regole, senza alcun dubbio. Il rispetto delle regole è fondamentale. Sono tante, complesse, ma, come dicevo prima, tenendo il cervello allenato, tutti possono giocare e competere. Io ho bambini di sei anni che se la cavano benissimo. I ragazzini capiscono perfettamente la funzione cognitiva di questo sport e non hanno problemi a far andare il loro cervello. La loro memoria, concentrazione, attenzione, la capacità di trovare soluzioni è insita in ognuno di loro, è sufficiente stimolarli nel modo giusto.
Secondo lei gli scacchi sono uno sport socializzante?
Senza dubbio tra i bambini sì, perché c’è la parte iniziale dell’allenamento che li vede tutti insieme. Certo poi nelle partite la competitività è presente, come in tanti altri giochi che i bambini fanno. Ciò che è importante è canalizzare e non esasperare questa componente. Anzi, gli scacchi aiutano a far capire che si può anche perdere: a volte clamorose disattenzioni portano a momenti di grande coesione tra bambini e conseguentemente anche all’accettazione degli errori e della sconfitta.
Cosa vorrebbe dire ai genitori dei bimbi che incontra ogni giorno?
I bambini vanno stimolati. Se i bambini trovano il genitore che gioca con lui a scacchi si dimentica dei videogiochi, telefonini e tutti quei giochi troppo moderni! Un bambino mi ha scritto: “Gli scacchi sono meglio dell’Ipad perchè sei tu protagonista”. Quindi genitori, mettetevi in gioco anche voi!

Il maestro Aristide con i ragazzi alle scuole Merici di Desenzano