You are here

Back to top
23.01

2018

"Sogno una scuola che lasci il segno"

LA COORDINATRICE DIDATTICA ROBERTA PROSPERO: "I BAMBINI AL CENTRO"

La maestra Roberta in classe

Una scuola costruita per i bambini, che cresca e maturi con loro, ascoltando le loro esigenze, si rinnovi percependo ogni loro sfumatura, naturalmente avendo sempre chiaro in mente il percorso didattico da seguire. Roberta Prospero ha le idee chiare. Da settembre è la nuova coordinatrice didattica della nostra scuola primaria, scuola dell’infanzia e sezione primavera. La scuola ha fatto una scelta importante: un volto che tutti conoscono, che da anni si impegna e lavora con i bambini. 
La maestra Roberta (nella foto in basso a destra con l'ex coordinatore didattivo Ivo Bellamoli) è insegnante alle scuole Merici da 20 anni e da settembre si divide tra il compito di insegnante prevalente e quello di coordinatrice. Come dice lei “per poter coordinare al meglio devi avere le mani in pasta, devi insegnare, capire quali sono le esigenze. I bambini ti danno tanti segnali, ti indicano la strada e ti aiutano a mediare nei cambiamenti che a volte sembrano così difficili…”.
Nuova coordinatrice didattica: un ruolo molto delicato, perché al centro della Scuola ci sono i bambini. Sono loro il vero obiettivo di ogni giornata che voi insegnanti trascorrete in classe. Come si pone di fronte a questo nuovo incarico? E quali saranno i cambiamenti?
Ho vissuto la proposta che mi è stata fatta come un’opportunità per contribuire  a far crescere questa scuola e farla essere ciò che noi desideriamo. Noi tutti, gestori, personale docente, amministrativo e genitori ce la mettiamo tutta. Bisogna mettersi in gioco per migliorare e costruire qualcosa di importante. Ed io ho deciso di accettare proprio per dare il mio contributo a questa scuola, con cui condivido obiettivi e valori. Non ci saranno cambiamenti radicali, naturalmente. Secondo me ciò che tutti noi dobbiamo fare è mantenere l’identità della scuola nel fisiologico rinnovamento. La scuola come famiglia di famiglie mantiene inalterati i propri valori, sono i bambini che negli anni sono cambiati. Oggi sono più che mai diversi, più tecnologici, più attivi, più percettivi. Non necessariamente sono peggiori o migliori rispetto ad anni fa. Dobbiamo saper cogliere e lavorare seguendo i tempi.

Roberta Prospero con i suoi bambini
Roberta Prospero con l'ex coordinatore didattico Ivo Bellamoli

Il  bambino al centro.
Assolutamente. In questa scuola il bambino è al centro, è il nostro faro. Noi tutti lavoriamo e rinnoviamo per e con i bambini. Con questo non voglio dire che ogni bambino ha un proprio programma di apprendimento personalizzato, ma è al centro come persona, come essere umano, e proprio per questo come persona avrà tempi e modi diversi di approccio alle cose, alle materie ed anche all’apprendimento. Sono convinta che le famiglie siano altrettanto importanti e spero di riuscire a coinvolgerle, perché la scuola non è fatta solo da insegnanti e bambini. Non mi riferisco solo alle riunioni, ma ad attività extrascolastiche e momenti aggregativi. Un esempio? Penso alle famiglie che possono ritrovarsi per una gita che riguarda un tema affrontato dall’insegnante in classe. Una gita che magari non può essere organizzata dalla scuola ma può comunque essere fatta dalle famiglie, magari con il coinvolgimento dell’insegnante!
Vogliamo essere una scuola che lasci il segno. Il mio sogno è aprire la porta ad ex alunni che vengono a vedere la scuola per i loro figli.
Se aprisse quella porta cosa direbbe ad un suo ex alunno ora genitore? Perché dovrebbe iscrivere il proprio figlio alla Merici?
La nostra scuola è una piccola realtà  dove bambino e famiglia hanno la possibilità di inserirsi sentendosi se stessi sempre. Dicevo prima, una famiglia nella famiglia. Ci si conosce tutti ed il genitore può rapportarsi e confrontarsi con gli insegnanti nell’immediato per qualsiasi difficoltà, problema o consiglio. Dal punto di vista didattico il nostro obiettivo è non trattare le materie e gli argomenti in maniera nozionistica. L’esperienza aiuta e fissa l’apprendimento più di quanto si possa immaginare.  Non solo. Bisogna riuscire a declinare la didattica nella vita quotidiana. Faccio qualche esempio: impariamo le tabelline con i Lego ed i bimbi si divertono e capiscono più velocemente. Quanto all’esperienza diretta penso alla Colletta Alimentare: è stata un’esperienza solidale che ha unito solidarietà e matematica perché al supermercato i bambini devono saper fare le addizioni. Sono piccoli esempi significativi di come si può insegnare cercando di ottenere l’attenzione e la comprensione dei bambini in maniera aperta, attraverso esempi concreti.
L’utilizzo delle tecnologie a scuola: cosa ne pensa?
Le nuove tecnologie non vanno ripudiate, ma accolte ed integrate nei programmi didattici. Esse rappresentano un mezzo, non il fine. Sono un valido supporto all’insegnamento. Non fraintendiamo, la tecnologia non cancella il vecchio e tradizionale metodo, ma diventa un arricchimento e un’opportunità se mediata da un adulto consapevole. La tecnologia ed il suo utilizzo consentono a noi insegnanti ed adulti di essere in linea con il modo di essere dei bambini di oggi. Penso alle lavagne digitali e multimediali, le LIM, che abbiamo iniziato ad utilizzare e sfruttare per approfondire tematiche di varie discipline.
Se dovesse presentare la scuola Merici quali sarebbero le attività didattiche che citerebbe?
Le attività e iniziative sono tante e partirei dalla gita di socializzazione e dalla vacanzina che si fa all’inizio della scuola: prima seconda e terza un giorno insieme per creare il gruppo e ritrovarsi, quarta e quinta due giorni ed una notte in luoghi d’arte e storici per condividere momenti insieme giocando e godendo delle ricchezze artistico-culturali dell’Italia.
Lingua inglese - la nostra scuola propone la lingua inglese con insegnante di madrelingua già alla scuola dell’infanzia, mentre alla primaria le insegnanti sono due, una di madrelingua ed una italiana con competenze specifiche in lingua. Un vantaggio perché si lavora con gruppi più piccoli. Da non dimenticare che oltre alle tre ore di inglese dalla classe terza anche l’ora di tecnologia si svolge in lingua inglese.
Spazio in prima e seconda elementare - Le ore di spazio sono affidate all’insegnante di educazione motoria: il bambino impara i concetti dentro/fuori, sopra/sotto ed altri di spazio facendoli, provandoli.
Attività come scacchi e teatro - Durante le ore rispettivamente di italiano e matematica la scuola propone lezioni di lettura volte ad approfondire il tema dell’affettività e lezioni di scacchi che affrontano la logica e la matematica.
La scuola dell’infanzia è altrettanto ricca di appuntamenti e laboratori e rappresenta una tappa fondamentale per i nostri bambini. La scuola valorizza molto il concetto di continuità per riuscire a preparare i bambini al meglio per il passaggio alla prima classe della primaria. Per un genitore è rassicurante sapere che il percorso iniziato a due o tre anni può proseguire non solo all’interno della stessa struttura ma anche con insegnanti che condividono obiettivi e valori.
Non meno importanti i camp estivi, sia per la primaria che per l’infanzia e la settimana del camp di inglese, che offrono attività divertenti ma anche interessanti, come gli scacchi, la vela, il tennis, la scherma. I bambini sono in un luogo che conoscono, con gli amici, con insegnanti che conoscono e si divertono.
Infine gli spazi: la nostra scuola può offrire ai bambini tanto spazio verde, un bellissimo parco, un campo da calcio ed uno di pallavolo. Di questi tempi davvero moltissimo!