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09.05

2020

"Uno sguardo può creare qualcosa di magico"

LA MAESTRA NADIA: L'UNIONE È LA NOSTRA FORZA. SCUOLA E FAMIGLIE INSIEME!

La maestra Nadia con i bimbi del fiore azzurro - Scuola Merici

La maestra Nadia ha saputo far fiorire i bambini del “suo” fiore azzurro. Insieme alle colleghe ha superato difficoltà, ha conosciuto nuove piattaforme, ha saputo regalare sorrisi, emozioni, amore e didattica ai “suoi” bambini. “Come per tutte noi - dice Nadia -  all’inizio è stato difficile capire come gestire il tutto, soprattutto per una persona come me che nelle cose ci mette tutta se stessa, ma che ama lavorare dietro le quinte e non sotto i riflettori. Così ho cominciato a studiare, a mettermi in discussione e a superare le mie difficoltà perché quello a cui tengo più di tutto è continuare ad aver cura dei “miei” bambini. Abbiamo lavorato in team, con tutte le colleghe e questa è stata la nostra forza”.
Questa emergenza coronavirus ha stravolto il modo di interpretare la scuola, in particolare la scuola dell’infanzia che vive sulla presenza. Come sta vivendo questo periodo?
Per noi dell’infanzia, il contatto fisico è il mezzo principale con cui comunichiamo e questo ci è stato tolto all’improvviso. La mia priorità e sfida è quella di riuscire a trasmettere un abbraccio a distanza, un abbraccio che sappia confortare i bimbi, rassicurare e che continui a essere una certezza, anche in un periodo in cui di certezze non ce ne sono. Ho scoperto che lo sguardo, il dedicare anche solo cinque minuti a ognuno, il far sentire la voce possono comunque creare qualcosa di magico, possono fare emozionare e possono farci sentire abbracciati e cullati e trasportati in un’oasi protetta e sicura.
Cosa fate voi insegnanti in questo momento per non perdere il contatto con i bambini?
Da subito e quotidianamente attraverso le referenti ho cominciato a mandare video di storie, di lavoretti o semplicemente momenti della mia vita quotidiana. Oltre a questo mi sono resa conto di quanto fosse importante riuscire a vederci e a sentirci, perciò abbiamo introdotto delle “merende a distanza”  e delle attività, anche divise per fasce d’età, così da favorire interazione tra i bambini, per dar modo alle famiglie di chiacchierare e confrontarsi con più facilità, e, a me, di capire quanto è importante avere i loro occhi che guardano i miei; in quel momento l’ansia di stare davanti allo schermo e della tecnologia che ogni tanto fa i capricci, sparisce e lascia il posto a una condivisione straordinaria.
Cosa desidera dire ai bambini e alle loro famiglie?
Alle famiglie voglio dire grazie perché stanno rispondendo in modo splendido alle nostre proposte e che più riusciremo a vivere questo periodo in modo ottimista e unitario e più riusciremo a sconfiggere le ansie e le preoccupazioni. Grazie a dei meccanismi semplici come abbracci sentiti, sorrisi e parole d’amore si riesce a trasformare il malessere in benessere.
Ha qualche aneddoto particolare?
Le cose che più mi rimangono nel cuore sono i video, i messaggi vocali e le foto che mi mandano i bambini, anche solo per condividere eventi della giornata o la perdita di un dentino. Mi ha colpita particolarmente una bimba che durante una videochiamata è andata in cameretta da sola, senza mamma e papà, perché non voleva essere disturbata in un momento che doveva essere solo “nostro”. Ma come ho già detto, tutti i loro sguardi mi danno l’energia e la carica per continuare a migliorarmi sia come educatrice, sia come persona.